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Lavorare nella ristorazione a Milano: dove si assume e quanto si guadagna

Simone Palumbo
di Simone PalumboNew Business · Restworld
7 min di lettura
Lavorare nella ristorazione a Milano: tre giovani professionisti in grembiule, in piedi contro un muro lilla

In breve

Nella ristorazione a Milano la mediana delle offerte full-time passate dalla piattaforma Restworld è di 1.600 euro netti al mese, la stessa del resto d’Italia. Cameriere e aiuto cuoco prendono 1.500 euro come altrove: il premio milanese arriva con i ruoli qualificati, da capo partita in su. Sette offerte su dieci sono nel comune di Milano.

A Milano, nella ristorazione, il lavoro c’è. Dal 2023 è la città con più offerte passate dalla nostra piattaforma, e quasi tutte sono per l’anno intero: nessuna stagione da inseguire.

La cifra in busta, invece, sorprende chi arriva convinto che una città con questi affitti paghi di più. Per chi entra in sala o in cucina, lo stipendio è lo stesso che troverebbe nel resto d’Italia.

Il vantaggio di Milano esiste, ma bisogna sapere dove guardare.

Quanto si guadagna nella ristorazione a Milano?

Dal 2023 a fine settembre 2026, sulla piattaforma Restworld sono passate 1.205 offerte di lavoro nella città metropolitana di Milano, pubblicate da centinaia di locali. Sulle 705 offerte full-time che dichiarano lo stipendio netto mensile, la mediana è di 1.600 euro netti al mese.

È la stessa cifra che troviamo nel resto d’Italia, sulle offerte che non includono l’alloggio. Tra le grandi città, Milano sta sopra Roma (1.550 euro) e Torino (1.500), appena sotto Bologna (1.650).

La cifra, però, si sta muovendo. Nelle offerte pubblicate nel 2023 la mediana era di 1.500 euro, in quelle del 2026 è arrivata a 1.650. Sono centocinquanta euro in più in tre anni.

E allora a Milano conviene? Dipende dal ruolo

Quella cifra, da sola, nasconde la cosa più utile da sapere. Se guardi ruolo per ruolo, Milano paga come il resto d’Italia chi entra, e paga di più chi sa già fare.

Mediana netta mensile full-time, Milano contro il resto d’Italia:

  • cameriere: 1.500 euro a Milano, 1.500 nel resto d’Italia

  • aiuto cuoco: 1.500 e 1.500

  • addetto cucina: 1.500 e 1.500

  • chef de rang: 1.750 contro 1.675

  • cuoco capo partita: 1.850 contro 1.750

  • sous chef: 2.100 contro 1.850

  • responsabile di cucina: 2.200 contro 2.000

Per i ruoli d’ingresso, il vantaggio di Milano sta nel numero di porte a cui bussare.

Il premio arriva quando sali di ruolo: da chef de rang e capo partita in su, la differenza va da settantacinque a duecentocinquanta euro al mese. Le offerte per sous chef e responsabile di cucina sono poche (meno di venti ciascuna), quindi quelle due cifre prendile come un’indicazione.

Se vuoi i numeri nazionali, ruolo per ruolo, li trovi nelle analisi sullo stipendio del cameriere e sullo stipendio del cuoco.

Quanto ti resta dopo affitto e mezzi?

Qui Milano presenta il conto. Secondo le quotazioni ufficiali dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, pubblicate negli open data del Comune, una casa in stato normale si affitta in media intorno ai 12 euro al metro quadro al mese in periferia, 16 in semicentro e 22 in centro.

Sono i valori del secondo semestre 2024, i più recenti in quella raccolta. Prendili come base: l’annuncio che trovi tu può anche stare sopra.

Un bilocale da 50 metri quadri in periferia costa quindi circa 600 euro al mese. Aggiungi l’abbonamento ATM urbano, 39 euro al mese (22 se non hai ancora compiuto 27 anni), e il conto per un cameriere che vive da solo è questo:

Quanto ti resta a fine mese

RQuello che ti resta€ al mese
SStipendio netto mensile€
AAffitto€ al mese
TAbbonamento ai mezzi€ al mese
Esempio1.500 € − 600 € − 39 € = 861 €

Resta poco più della metà dello stipendio. Per questo, all’inizio, le strade sono tre: dividere casa, allontanarsi dal centro o puntare a un ruolo che a Milano paga di più.

Con un coinquilino lo stesso bilocale scende a 300 euro a testa, e a fine mese te ne restano circa 1.160.

Allontanarsi funziona fino a un certo punto. Dentro il comune, nella fascia più esterna, l’affitto scende intorno ai 9 euro al metro quadro. Appena esci dalla città, però, l’abbonamento sale: 50 euro al mese per i 21 comuni confinanti, 60 e 70 euro per le fasce successive.

Se l’offerta che hai in mano indica solo il lordo, il calcolatore del netto ti dice quanto arriva davvero in busta.

Dove si assume a Milano?

Sette offerte su dieci (il 72%) sono nel comune di Milano, e il lavoro è molto concentrato: sette locali su dieci stanno entro cinque chilometri dal Duomo.

Chi cerca solo sotto casa, in periferia, trova meno scelta. Chi è disposto a prendere la metro ne trova molta di più. Lo stipendio, invece, cambia poco con la zona: la mediana resta tra 1.550 e 1.650 euro, in centro come in periferia.

Fuori città, i comuni con più offerte sono Legnano, Cernusco sul Naviglio, Buccinasco, Magenta e San Donato Milanese. Per chi vive nell’hinterland sono le alternative più vicine a casa.

I ruoli più cercati, in ordine:

  • cameriere, il più richiesto in assoluto

  • cuoco capo partita, subito dopo

  • aiuto cuoco e chef de rang

  • a seguire addetto banco, banconista bar e addetto cucina

È un mercato che cerca sia chi entra sia chi ha già una partita in mano. E per chi ha esperienza, come abbiamo visto, qui la differenza arriva in busta.

Che contratto e che orari aspettarsi?

Milano lavora tutto l’anno, e si vede dai contratti. Sulle offerte passate dalla piattaforma:

  • l’85% è full-time

  • l’83% propone un tempo determinato con possibilità di passare a tempo indeterminato, il 9% l’indeterminato da subito

  • le offerte stagionali sono appena il 3%

  • il turno spezzato compare nel 12% delle offerte, contro il 17% delle offerte non stagionali nel resto d’Italia

  • il turno unico vale per il 46%, quello variabile per il 38%

  • più della metà chiede sei giorni su sette

  • l’84% delle offerte scrive che c’è il pasto per il personale, che il contratto nazionale prevede comunque

  • l’alloggio, quasi mai: meno di tre offerte su cento

In pratica, a Milano il contratto parte quasi sempre a termine, con la porta aperta. La domanda da fare è: entro quando diventa indeterminato, e a quali condizioni?

Cosa chiedere prima di firmare un lavoro a Milano?

La casa qui è affar tuo, quindi il conto va fatto prima del sì. Cinque domande che valgono più delle altre:

Quanto arriva netto in busta. Dal 7 giugno 2026 gli annunci devono indicare lo stipendio in lordo, e tra lordo e netto la distanza è ampia. È il netto che devi confrontare con l’affitto.

Quando diventa indeterminato. "Con possibilità di assunzione" può voler dire dopo sei mesi o mai. Chiedi una data, o almeno cosa deve succedere perché arrivi.

Che turno fai davvero. Un turno variabile può anche significare chiudere a mezzanotte tre sere su sei. Meglio saperlo prima di scegliere dove abitare.

Come torni a casa dopo la chiusura. Quando chiude la metro, ATM fa girare ogni notte i bus NM1, NM2, NM3 e NM4 sul percorso delle linee, e il venerdì, il sabato e prima dei festivi aggiunge altre linee notturne. Passano meno spesso della metro: se stacchi tardi e vivi fuori città, prova il tragitto prima di accettare.

Come ti danno il pasto. Il contratto nazionale prevede fino a due pasti al giorno per chi lavora nella ristorazione, con una piccola trattenuta in busta (articolo 151 e allegato C del contratto dei pubblici esercizi). Ti spetta: chiedi come lo danno. In una città dove la spesa pesa, la differenza si sente a fine mese.

Per leggere un annuncio senza sorprese, c’è la guida su come cercare lavoro nella ristorazione senza farti fregare.

Le offerte aperte in questo momento a Milano sono divise per sala, cucina e bar.

Domande frequenti

Quanto guadagna un cameriere a Milano? Nelle offerte full-time passate dalla nostra piattaforma, la mediana è di 1.500 euro netti al mese, la stessa del resto d’Italia. Uno chef de rang arriva intorno ai 1.750.

A Milano nella ristorazione si guadagna di più che nel resto d’Italia? Nei ruoli qualificati sì: un cuoco capo partita prende una mediana di 1.850 euro netti contro i 1.750 del resto d’Italia, un sous chef ancora di più. Nei ruoli d’ingresso, come cameriere e aiuto cuoco, la cifra è la stessa.

Con uno stipendio da ristorazione si riesce a vivere a Milano? Da soli in un bilocale di periferia, con 1.500 euro netti restano circa 860 euro dopo affitto e abbonamento ai mezzi. Dividendo casa con un’altra persona, ne restano circa 1.160.

Dove si trova più lavoro nella ristorazione a Milano? Il 72% delle offerte è nel comune di Milano, e sette locali su dieci stanno entro cinque chilometri dal Duomo. Fuori città, i comuni con più offerte sono Legnano, Cernusco sul Naviglio, Buccinasco, Magenta e San Donato Milanese.

Le offerte di lavoro a Milano includono l’alloggio? Quasi mai: succede in meno di tre offerte su cento. Il pasto per il personale, invece, lo prevede il contratto nazionale, e l’84% delle offerte lo scrive nell’annuncio.

Fonti

Offerte di lavoro pubblicate sulla piattaforma Restworld nella città metropolitana di Milano da marzo 2023 al 28 settembre 2026: 1.205 annunci di 370 locali, di cui 868 nel comune di Milano. Mediane calcolate sulle offerte full-time che dichiarano lo stipendio netto mensile (705 a Milano), prendendo il punto medio della forbice indicata. Il confronto con il resto d’Italia usa le offerte full-time senza alloggio fuori dalla città metropolitana di Milano (3.335 annunci).

Affitti: quotazioni immobiliari OMI dell’Agenzia delle Entrate, open data del Comune di Milano, secondo semestre 2024, abitazioni civili in stato normale, euro al metro quadro al mese su superficie lorda.

Abbonamenti ai mezzi: tariffe ATM, gennaio 2026.

Bus notturni: ATM, rete notturna.

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L'autore

Simone Palumbo

Simone Palumbo

New Business · Restworld

Simone Palumbo si occupa di new business in Restworld: è la prima persona con cui parlano i ristoratori che si avvicinano alla piattaforma e segue i nuovi clienti nei primi passi. Ogni settimana ascolta decine di titolari raccontare storie e idee su come cercano, assumono e perdono le persone in sala e in cucina.

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