Mestiere

Come cercare lavoro in ristorazione senza farti fregare

Team Restworld
di Team RestworldRedazione interna
10 min di lettura
Lente d'ingrandimento su un annuncio di lavoro con segni rossi sui punti sospetti, contratto e busta paga - illustrazione editoriale

Una guida pratica per leggere un annuncio, prepararsi a un colloquio, firmare un contratto senza brutte sorprese. Pensata per chi cerca lavoro come cameriere, cuoco, barista, pizzaiolo, lavapiatti.

Prima di iniziare, due cose

Cosa filtriamo noi, cosa filtra il mercato

Restworld pubblica solo annunci di lavoro che rispettano la normativa italiana.* Come Agenzia per il Lavoro di Ricerca e Selezione siamo legalmente tenuti a verificare ogni offerta che arriva sulla piattaforma: stipendio congruo con il CCNL, contratto regolare, tutele standard.

Ma il mercato dell'ospitalità in Italia è enorme e Restworld non lo copre tutto. Vi capiterà di guardare offerte fuori da qui: su altri portali, in vetrina, sulle community Telegram, attraverso il passaparola. Questa guida vi serve in tutti quei casi.

L'obiettivo è darvi gli strumenti per leggere un annuncio in autonomia, riconoscere subito i segnali che dovrebbero farvi alzare la guardia, e arrivare alla firma del contratto sapendo cosa state firmando.

Una nota tecnica

Le pratiche illegali che troverete in questa guida fanno riferimento al CCNL Turismo Pubblici Esercizi (FIPE - CGIL - CISL - UIL), il contratto largamente più rappresentativo del settore. Per il quadro completo dei vostri diritti contrattuali (stipendi minimi, ferie, riposi, scatti, TFR, congedi), trovate la nostra guida dedicata su restworld.it/diritti. In questo articolo ci concentriamo sui segnali pratici da riconoscere durante la ricerca di lavoro.

Tutti i riferimenti normativi sono verificati. Le situazioni complesse, però, vanno sempre valutate con un consulente del lavoro o un sindacato di categoria.


* Se trovate un annuncio sulla nostra piattaforma che non rispetta la normativa, vi chiediamo di segnalarcelo a segnalazioni@restworld.it per intervenire quanto prima. È anche grazie alla collettività, e a chi ha il coraggio di segnalare, che Restworld esiste e può offrire offerte di lavoro dignitose.

A chi serve questa guida

A chi cerca lavoro nell'ospitalità e vuole evitare di accorgersi solo dopo qualche settimana che qualcosa non torna.

Cercare lavoro nell'ospitalità funziona in tre fasi: leggi un annuncio, fai un colloquio, firmi un contratto. In ognuna di queste fasi ci sono segnali che, se riconosciuti subito, vi risparmiano mesi di lavoro in un posto sbagliato.

Le sezioni che seguono vanno in ordine: dal momento in cui vedete l'annuncio fino al momento in cui mettete la firma sul contratto.

1. Red flag nell'annuncio

L'annuncio di lavoro è la prima informazione che avete su un'azienda. Se è scritto male, di solito anche il lavoro è organizzato male.

Stipendio non dichiarato

Un annuncio serio dichiara lo stipendio. Non una forbice infinita ("da 1.200 a 2.500€"), non frasi tipo "stipendio da concordare in base alle competenze", non rimandi al colloquio. Una fascia stretta è normale e accettabile: è il margine per riconoscere chi ha più esperienza. Una forbice di 1.000€ tra il minimo e il massimo è solo un modo per non dirvi quanto guadagnerete davvero.

Se l'annuncio non dichiara nulla, è un primo segnale. Se al colloquio vi parlano di stipendio in modo vago ("dipende da come ti vediamo lavorare", "i primi mesi vediamo come va"), è un secondo segnale.

Incongruenze tra mansioni e inquadramento

"Cerchiamo un responsabile di sala" e poi lo stipendio dichiarato è 1.400€ lordi: c'è qualcosa che non torna. Un responsabile sala è almeno livello 2 del CCNL FIPE (1.916€ lordi). Pagarlo come livello 4 (cameriere standard) è un sottoinquadramento, una pratica scorretta.

Lo stesso vale per gli annunci che cercano figure ibride pagate come la mansione più bassa: "cameriere di bar con disponibilità a coprire anche cassa e cantina" pagato come livello 5 (1.580€). Se le mansioni includono autonomia organizzativa, gestione cassa, supervisione, l'inquadramento corretto è più alto.

"Tirocinante" usato per evitare l'assunzione

Un tirocinio vero è formazione: il tirocinante impara, sotto la guida di un tutor. Un annuncio che cerca un "pizzaiolo tirocinante" che gestisce postazione, impasti, lievitazione e organizzazione comande non sta cercando un tirocinante. Quello che cerca è un pizzaiolo da pagare meno.

Annuncio che cita "ambiente giovane e dinamico" e basta

Lo abbiamo detto in dettaglio nell'articolo dedicato all'analisi di 500 annunci HoReCa che non funzionavano. Se un'offerta non dice niente di sostanzioso sul team, sui turni, sui piatti, sull'organizzazione, e si limita a "ambiente giovane e dinamico", siete davanti a un copia-incolla. Spesso dietro c'è un'organizzazione che non ha niente di interessante da raccontare.

2. Red flag nel processo di selezione

Prove di lavoro non retribuite

Una mezza giornata "per vederti lavorare". Una serata "di prova" senza contratto e senza paga. È una pratica diffusa e illegale.

Se state lavorando, state lavorando. E il lavoro va pagato. Anche il periodo di prova formale del contratto va pagato almeno al minimo del livello: prove gratis "per vedere come ce la cavi" non sono previste da nessuna norma italiana.

Va detto che esiste un modo legale per gestire la situazione che molti datori provano a giustificare con le prove gratis: si chiama periodo di prova nel contratto, e dura da 15 a 30 giorni a seconda del livello (vedi guida Diritti). In quel tempo entrambe le parti possono recedere senza preavviso. Se al datore non andate bene, vi può licenziare. Pagandovi le ore lavorate.

Per servizi più brevi, eventi singoli o picchi di stagione, esiste il contratto a chiamata (lavoro intermittente). È regolare, è retribuito, copre i casi in cui serve flessibilità reale. Anche per quello: si firma prima, non dopo. E attenzione, il contratto a chiamata serve a coprire chiamate occasionali. Se vi trovate "a chiamata" tutti i giorni per mesi, è un uso improprio del contratto.

Domande illegali al colloquio

Esistono domande che il datore di lavoro non ha il diritto di farvi al colloquio. Lo dice il D.Lgs 198/2006 (Codice delle pari opportunità) e la L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori).

Tra le più comuni: - "Hai intenzione di avere figli?" - "Sei sposata? Convivi?" - "Sei incinta?" - "Di che religione sei?" - "Hai problemi di salute particolari?" - Domande sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere - Domande sull'origine etnica o sulla cittadinanza (al di là di quanto serve per la verifica del permesso di lavoro)

Sono domande che non vi devono fare. Potete reagire in due modi: rispondere "preferisco non rispondere a questa domanda, mi sembra fuori contesto" e vedere come si comporta chi vi sta intervistando, oppure considerarlo un segnale forte e uscire.

Restworld è completamente contro la pratica di porre queste domande. Le segnaliamo sempre quando le rileviamo. Se vi capita in un colloquio per un'azienda che ha pubblicato un annuncio sulla nostra piattaforma, scriveteci a segnalazioni@restworld.it.

Pressione a firmare senza farti leggere il contratto

Quando un datore vi mette davanti un contratto e vi dice "firma qui, dai, non c'è bisogno che lo leggi tutto", quello è un segnale grosso da non ignorare.

Avete il diritto di leggere il contratto, di portarlo a casa per studiarlo, di farlo vedere a un sindacato o a un consulente del lavoro prima di firmare. Un datore serio non ha problemi a darvi tempo. Un datore che mette pressione è un datore che ha qualcosa da nascondere nelle clausole.

Mancato rilascio della copia del contratto

Una volta firmato il contratto, ne avete diritto a una copia, subito. La conservate in formato cartaceo o digitale.

Se vi dicono "te la diamo dopo", "te la mandiamo per email la settimana prossima", insistete. Se non arriva, è gravissimo: senza copia del contratto non potete dimostrare le condizioni pattuite, e in caso di vertenza partite svantaggiati.

Contratto firmato dopo il primo giorno di lavoro

Il contratto deve essere firmato prima dell'inizio della prestazione. Non il primo giorno, non "appena finiamo questo turno". Prima.

Il datore è obbligato a comunicare l'assunzione all'INPS prima dell'inizio del lavoro tramite la procedura UNILAV. Lavorare anche solo un giorno prima della comunicazione ufficiale significa lavorare in nero. È sanzionato con multa amministrativa da 1.800 a 43.200€ per ogni lavoratore irregolare.

Se vi dicono "intanto vieni a lavorare lunedì, firmiamo il contratto la prossima settimana", state firmando un accordo verbale per lavorare in nero. Anche se non era la vostra intenzione.

3. Red flag nel contratto di lavoro

Promesse al colloquio che non finiscono nel contratto

Tutto quello che vi è stato detto al colloquio (stipendio, mansioni, orari, premi, benefit, percorso di carriera) deve essere scritto nel contratto. Se al colloquio vi hanno promesso un superminimo, dei buoni pasto, un giorno libero in più, qualcosa che valga, deve essere nel testo che firmate.

Se nel contratto non c'è, non esiste. Anche se è stato detto a voce, anche se l'avete sentito da tre persone diverse, anche se ve l'ha promesso il titolare in persona davanti a testimoni. La regola è semplice: vale la carta firmata.

Fuori busta e pagamento in contanti

Non esistono. Sono illegali da decenni. Lo stipendio si paga tramite mezzi tracciabili: bonifico bancario, assegno, accredito su strumento di pagamento elettronico. La L. 205/2017 ha vietato i pagamenti in contanti per il lavoro dipendente, salvo eccezioni specifiche e marginali (lavoro domestico, ad esempio, ma non la ristorazione).

Quindi: - Stipendio "metà in busta paga, metà in contanti": illegale. - Stipendio integralmente in contanti: illegale. - Pagamento bonifico, ma poi "mi ridai una parte in contanti": illegale, e ancora più grave delle precedenti. Vi viene chiesto di restituire al datore parte di quanto risulta in busta paga. Una pratica che abbiamo sentito raccontare più volte, soprattutto in alcuni territori del sud Italia.

Se incontrate una di queste situazioni, non chiamatela "piccola furberia" come fanno alcuni. È un'azienda che vi espone a problemi seri: contributi non versati, contestazioni fiscali sul vostro reddito, posizione previdenziale falsata.

Trattenute per la divisa o l'attrezzatura

La divisa di servizio e i DPI (dispositivi di protezione individuale) sono a carico del datore. Lo dice l'art. 148 CCNL FIPE per gli indumenti di servizio e il D.Lgs 81/2008 per i DPI.

Trattenute in busta paga "per il costo della divisa", "per le scarpe antiscivolo", "per i guanti": non sono ammesse. È contrario alla legge.

Lo stesso vale per le trattenute per rotture, ammanchi, errori sul conto: il CCNL all'art. 147 prevede che il danno vada accertato in modo formale, con la possibilità del lavoratore di difendersi. Nessuna trattenuta preventiva è ammessa.

4. Come leggere correttamente gli orari

Quando ricevete un contratto, controllate gli orari con attenzione. Due trappole frequenti.

Il monte ore non torna

Se il contratto dice "5 giorni a settimana, dalle 18:00 alle 24:00", il monte ore settimanale è 30. Se invece dice "6 giorni a settimana, doppio servizio 12:00-15:00 e 19:00-23:30", arriva a 45 ore (oltre il limite di straordinario consentito su base regolare).

Fatevi sempre il calcolo a mano. Sommate le ore di tutti i giorni e confrontatele con quanto dichiarato come "orario settimanale" nel contratto. Devono coincidere. Se non coincidono, qualcuno sta arrotondando.

Limiti legali da ricordare: - Orario settimanale ordinario: 40 ore - Massimo straordinario annuo: 260 ore (in media circa 5 ore a settimana, ma non come abitudine fissa) - Riposo tra due turni: almeno 11 ore consecutive - Riposo settimanale: 24 ore consecutive ogni 6 giorni lavorati

Il part-time fino a 39 ore

In Italia c'è una particolarità che disorienta molti: un contratto è considerato part-time fino a 39 ore settimanali. Solo da 40 ore in su scatta il regime di tempo pieno.

Significa che potete vedere un contratto con scritto "part-time" e poi leggere "38 ore settimanali". È legale. Quelle 38 ore vengono pagate proporzionalmente al tempo pieno: 38/40 dello stipendio del livello.

Siete pagati per quanto vi spetta. È solo che lo Stato considera "part-time" anche un orario molto vicino al tempo pieno. È una stranezza italiana del sistema. Va presa così. Sapere come funziona vi evita di alzare un'obiezione su un contratto che è regolare.

5. Come si capisce un'offerta seria

Abbiamo passato quattro sezioni a parlare di segnali negativi. Vale la pena chiudere all'opposto: come si riconosce un'offerta che vale.

Un annuncio serio: - Dichiara lo stipendio in modo chiaro (o con una fascia ragionevole) - Specifica i giorni di lavoro e la struttura dei turni - Racconta qualcosa di specifico sull'azienda: il team, la cucina, la storia, i piatti, il tipo di servizio - Non promette quello che non può mantenere

Un colloquio serio: - Non vi fa fare prove non retribuite - Non vi pone domande personali fuori contesto - Vi lascia il tempo di leggere il contratto - Vi rilascia copia del contratto firmato, subito

Un'azienda seria, una volta che lavorate lì: - Vi paga sempre tramite bonifico - Vi consegna la busta paga ogni mese, completa e leggibile - Versa i contributi (potete verificarlo sul fascicolo previdenziale INPS) - Rispetta i turni concordati e paga gli straordinari come straordinari

È il minimo, non l'eccezione. La cosa importante è abituarsi a riconoscerlo come standard, non come un favore.

6. Quando hai trovato l'offerta giusta

Se siete arrivati fin qui leggendo, probabilmente avete chiare due cose: i segnali a cui stare attenti, e il tipo di lavoro che cercate. Sul nostro sito trovate alcuni strumenti per fare i prossimi passi.

  • Come funziona Restworld per i lavoratori: la panoramica del processo, dalla candidatura all'assunzione.
  • Il tuo Restworld: l'area personale dove personalizzate la vostra esperienza. Più rispondete alle domande che vi facciamo, meglio vi conosciamo, e meglio riusciamo a inviarvi offerte di lavoro adatte a voi. Iscrivetevi anche alla newsletter delle offerte: ogni settimana arriva una selezione delle posizioni che corrispondono al vostro profilo.
  • CV Optimizer: caricate il vostro curriculum e vi diciamo come migliorarlo per il settore ospitalità.
  • Calcolatore stipendio: stimate quanto vi spetta in busta paga in base al livello, alle ore, alle maggiorazioni e ai contributi.
  • Sezione Diritti: la guida completa al CCNL e ai vostri diritti contrattuali.

Una nota finale

Cercare lavoro è un incontro tra due parti che si scelgono, non chiedere un favore.

Voi avete qualcosa di prezioso da offrire: il vostro tempo, la vostra fatica, le vostre competenze. L'azienda ha qualcosa di prezioso da offrire: uno stipendio, un'organizzazione, un contesto in cui crescere. Questa è la cornice. Tutto il resto sono dettagli da negoziare.

Riconoscere subito i datori che non rispettano queste condizioni vi risparmia tempo. Vi permette di concentrare le candidature dove vale la pena, e di firmare contratti che non vi pentirete di aver firmato.

Se nel processo qualcosa non torna, scriveteci a segnalazioni@restworld.it. Anche se l'azienda non era sulla nostra piattaforma. Vogliamo capire meglio come si muove il mercato fuori da qui.


Articolo redatto da Restworld a fini divulgativi. Riferimenti normativi: CCNL Turismo Pubblici Esercizi (FIPE) edizione 2024; D.Lgs 198/2006; L. 300/1970; D.Lgs 81/2008; L. 205/2017; D.L. 12/2002 conv. L. 73/2002; art. 9-bis L. 608/1996. Per situazioni specifiche, rivolgersi a consulente del lavoro o sindacato di categoria.

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