Mestiere

Come scrivere un annuncio di lavoro per il ristorante (dopo la legge)

Titolare di pizzeria che scrive l’annuncio di lavoro al laptop sul bancone del locale, collage editoriale su come scrivere un annuncio nella ristorazione

In breve

Dal 7 giugno 2026 un annuncio di lavoro deve indicare lo stipendio in lordo, non può chiedere quanto guadagnavi prima e dev’essere neutro rispetto al genere: «cercasi cameriera» non è più a norma. Prima ancora della legge, un annuncio vago allontana proprio chi può scegliere: scrivi orari, contratto, cifra e cosa farà davvero la persona.

«Cercasi cameriera per turni serali, inviare CV». Due righe su una bacheca online e i risultati, quasi sempre, sono due: finire sommersi da decine di curricula mandati a casaccio, oppure non ricevere niente di utile.

Nel libro Oltre il Menù partiamo esattamente da qui, perché l’annuncio è il punto in cui la maggior parte delle ricerche di personale nasce già storta.

E oggi c’è un motivo in più per riscriverlo da capo: dal 7 giugno 2026 un annuncio scritto così, senza stipendio, in parte non è nemmeno più a norma.

L’annuncio è il biglietto da visita del locale

Prima ancora della legge, vale un principio: l’annuncio dice chi sei. Chi cerca lavoro racconta di aver scartato offerte proprio perché non dicevano nulla di chiaro: niente orari, niente contratto, niente retribuzione.

Un annuncio vago respinge proprio le persone che vorresti attirare, perché chi ha valore sul mercato può permettersi di scegliere, e sceglie chi è chiaro.

Cosa deve esserci per legge

Con la legge sulla trasparenza degli annunci, in vigore dal 7 giugno 2026, gli obblighi per chiunque assuma sono tre:

  • la retribuzione prevista, o almeno la fascia, va indicata nell’annuncio in lordo;

  • non si può chiedere al candidato quanto guadagnava prima;

  • l’annuncio deve essere neutro rispetto al genere, a partire dal titolo.

Quindi niente «cercasi cameriera»: si scrive «cameriere/a» oppure si usa una formula neutra come «personale di sala».

La checklist prima di scrivere

Nel libro consigliamo di prendere carta e penna, prima di aprire qualunque piattaforma, e di rispondere a quattro domande:

  • Che persona sto cercando? Servono le competenze tecniche, certo, ma anche le caratteristiche personali: energia, precisione, gusto per l’accoglienza.

  • Che contratto posso offrire? Tipologia, durata, inquadramento e retribuzione.

  • Quali turni devo coprire e quali giorni liberi posso garantire? Il candidato lo vuole sapere subito, tanto vale dirglielo subito.

  • Perché qualcuno dovrebbe voler lavorare nel mio locale? È la più difficile delle quattro, e anche la più importante. Se la risposta non ti viene, il problema non è l’annuncio.

L’esempio, aggiornato alla legge

Nel libro proponiamo un annuncio-tipo che ha cambiato i risultati a chi l’ha provato. Eccolo, aggiornato con la retribuzione espressa come chiede la norma:

Cerchiamo una persona energica, curiosa e gentile, con o senza esperienza, per unirsi al nostro team di sala. Offriamo un contratto full-time da quaranta ore settimanali, con due giorni di riposo, in un ambiente dinamico e giovane. Inquadramento: quinto livello del CCNL Pubblici Esercizi, RAL intorno ai 24.000 euro (per la maggior parte dei profili, circa 1.400 euro netti al mese, tredicesima e quattordicesima comprese come da contratto). Se pensi che il lavoro non sia solo fatica, ma anche condivisione, mandaci due righe su chi sei e sul perché vuoi lavorare con noi.

Nota il doppio registro sulla cifra: il lordo per la legge, la traduzione in netto per le persone, che sono abituate a ragionare sulla cifra in busta. Per convertire i tuoi numeri c’è il calcolatore RAL.

Chi è passato a questo tono di annuncio racconta che le candidature crescono sia nel numero sia nella qualità: meno CV a caso, più messaggi personalizzati da persone che, prima di scriverti, sono andate a guardarsi il menù e la pagina Instagram del locale.

I canali: dove pubblicarlo (e dove no)

Il cartello in vetrina e il gruppo Facebook generalista hanno un difetto strutturale: nessun filtro. Risultato: la scrematura la fai tu, a mano, sul tuo tempo.

I canali che funzionano oggi sono altri. Le job board e le piattaforme specializzate di settore consegnano l’annuncio a chi cerca lavoro proprio nella ristorazione e ti risparmiano la cernita iniziale dei curricula.

E poi c’è la comunicazione del locale stesso, a partire da Instagram, dove i candidati, come la Ginevra del libro, vanno a farsi un’idea di chi sei prima di mandare la candidatura. Un profilo curato che mostra i volti e le storie dello staff attira collaboratori, oltre che clienti: è il cuore dell’employer branding di un locale.

Un’avvertenza: il canale, da solo, non salva un annuncio scritto male. Proposte confuse, impersonali e sbrigative non rendono nemmeno sulle piattaforme migliori.

Gli errori che si vedono ancora in giro

  • Stipendio assente o «da concordare»: oggi è anche fuori norma e resta il primo motivo di scarto per i candidati.

  • Turni nel vago: «serale» non basta, chi legge vuole capire che vita farà.

  • L’elenco di pretese senza offerta: cinque righe di requisiti e neanche una su cosa dai in cambio.

  • La promessa gonfiata: l’ambiente «come una grande squadra affiatata» che poi, al primo servizio, si rivela un altro film. L’annuncio funziona solo se è il riflesso autentico del locale: chi arriva e trova una realtà diversa se ne andrà prima della fine della prova, e lo racconterà.

Domande frequenti

Cosa è obbligatorio scrivere nell’annuncio per legge? Servono la retribuzione prevista o la fascia, espressa in lordo (la RAL o il livello del contratto con la fascia corrispondente), e un testo neutro rispetto al genere. È vietato chiedere al candidato informazioni sulla sua storia salariale, anche tramite terzi.

Meglio indicare il netto o il lordo? La legge chiede il lordo. Ma il settore ha sempre ragionato in netto, quindi conviene indicarli entrambi: la RAL per la norma, la stima del netto mensile per farsi capire. Un annuncio che traduce le cifre dimostra rispetto per chi legge.

Dove conviene pubblicare l’annuncio di un ristorante? Sui canali con un filtro: job board e piattaforme specializzate nel settore, che portano candidati già orientati alla ristorazione e fanno la prima scrematura. Il cartello e i gruppi generalisti portano volume senza qualità, e il tempo di selezione resta tutto a carico tuo.

Posso ancora scrivere «cercasi cameriera»? No: l’annuncio deve essere neutro rispetto al genere, dal titolo in poi. Si scrive «cameriere/a», oppure si usa una formula neutra come «personale di sala» o «una persona per la sala».

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L'autore

Luca Lotterio

Luca Lotterio

CEO e co-founder Restworld · Autore di Oltre il Menù

A 15 anni facevo le consegne in motorino, quando ancora non c'erano le app. Avevi lo stradario sotto la sella e le vie te le imparavi una per una. Poi è arrivata la sala. Ho lavorato come cameriere in Italia e all'estero: Edimburgo, l'alta Valle Maira tra le Alpi al confine con la Francia, il litorale di Latina, e Torino tra bar, ristoranti e catering. Nel frattempo studiavo psicologia del lavoro. Avevo capito che mi interessava studiare il lavoro, non solo farlo. Negli stessi anni ho viaggiato parecchio. Erasmus in Spagna e in Romania, periodi all'estero un po' ovunque in Europa. Cercavo di guardare quello che avevo intorno con occhi nuovi, di mettermi in discussione ogni volta. Viviamo pieni di bias, di pregiudizi, di stereotipi: sono il modo in cui la testa fa economia per arrivare a sera. Il lavoro è smontarli uno alla volta, pian piano, dove si riesce. Quello che vedevo in sala mi convinceva di una cosa: questo settore meritava di più. Meritavano di più le persone che ci lavoravano dentro. Strumenti più seri, condizioni più chiare, un rapporto meno disequilibrato con chi le assumeva. Restworld è nata da lì, nel 2020. Oggi è la piattaforma di ricerca e selezione del personale per il fuori casa italiano: la usano più di 1.000 ristoranti, hotel e gruppi della ristorazione, e ci sono registrati oltre 200.000 lavoratori del settore. Aiutiamo le aziende ad assumere e a far crescere le proprie squadre. Automatizziamo la selezione, tracciamo i dati, lavoriamo sulla retention. L'AI sta dietro le quinte: fa il lavoro che altrimenti toglierebbe tempo al rapporto tra chi assume e chi viene assunto. Nel 2026 ho scritto Oltre il Menù con Matteo Telaro (Topic Edizioni, prefazione di Ferran Adrià). È un manuale di HR per la ristorazione.

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