Quanto ci mette un ristorante a rispondere a una candidatura
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In breve
Quando una candidatura si muove, si muove subito: su 129.508 candidature inviate tramite Restworld negli ultimi sei mesi, il primo passo avanti arriva dopo 2,4 ore in media, il 95% entro una settimana e il 98% entro due. Attenzione però: quel passo avanti succede dentro la piattaforma, e quasi mai il candidato riceve un messaggio che glielo dice.
Hai mandato la candidatura martedì sera, dopo il servizio. Mercoledì apri l’app tre volte. Giovedì un’altra volta, prima di dormire. Venerdì cominci a pensare che forse il tuo profilo non andava bene, che forse dovevi scrivere qualcosa di diverso, che forse hanno già preso qualcun altro.
Questa attesa è la parte del lavoro che nessuno racconta. Nei consigli su come si scrive un curriculum non c’è mai il capitolo su cosa succede dopo averlo mandato, e quel dopo dura molto più della compilazione.
Abbiamo i dati per riempire quel buco. Su Restworld passano candidature vere verso ristoranti veri, e i tempi si possono misurare. Quello che segue viene da 129.508 candidature inviate negli ultimi sei mesi.
La risposta breve: se si muove, si muove subito
Il primo passo avanti di una candidatura arriva in media dopo 2 ore e mezza dall’invio. Cosa vuol dire di preciso "passo avanti" è la cosa più importante di questo articolo, e la trovi nel paragrafo qui sotto: tienila da parte per un minuto.
Non due giorni. Due ore e mezza.
Da lì in poi la curva si chiude in fretta:
il 95% dei movimenti avviene entro 7 giorni
il 98% entro 14 giorni
chi arriva al colloquio ci arriva in media 4 giorni dopo essersi candidato
chi viene assunto firma in media 21 giorni dopo la candidatura
Il numero che serve davvero a chi aspetta è il terzo. Se sono passate due settimane e non si è mosso niente, nel 98% dei casi non si muoverà più. Non perché qualcuno abbia deciso di ignorarti in quel momento: perché la decisione, molto probabilmente, era già stata presa nei primi giorni.
Attenzione a cosa vuol dire "si muove"
Qui serve una precisazione onesta, perché altrimenti quei numeri promettono una cosa che non danno.
Un movimento è un passo che avviene dentro la piattaforma, e quasi mai è un messaggio che arriva a te. Nella maggior parte dei casi vuol dire che la tua candidatura è stata portata al locale, che il titolare ha aperto il tuo profilo e lo ha letto. Da fuori, dal lato tuo, quel momento può essere identico a un pomeriggio in cui non è successo niente: nessuna notifica, nessuna telefonata, nessuna mail.
Quindi le 2 ore e mezza dicono quanto è veloce il mercato a valutarti, non quanto è veloce a risponderti. Sono due cose diverse e vale la pena saperlo prima, invece di stare col telefono in mano aspettando un messaggio che statisticamente non arriverà.
La parte buona di questa distinzione è che ti toglie un pensiero: se non ti ha scritto nessuno non vuol dire che il tuo profilo sia rimasto in fondo a una pila. Con ogni probabilità qualcuno lo ha già letto, il giorno stesso.
Perché due ore e non due settimane
La ristorazione assume con un’urgenza che altri settori non hanno. Se manca una persona in cucina il venerdì, il buco si sente sabato. Nessun titolare può permettersi di far decantare un curriculum per tre settimane, come succede in una selezione d’ufficio.
C’è anche una seconda ragione, e riguarda come funziona la piattaforma. Quando ti candidi, la candidatura viene valutata subito rispetto a quello che il locale sta cercando davvero, non lasciata in una casella di posta finché qualcuno trova il tempo di aprirla. Il ristoratore riceve un gruppo di profili già letti, e quel gruppo lo guarda quando riapre il telefono a fine servizio.
Ecco perché tanti movimenti cadono la sera tardi o nel pomeriggio fra i due servizi: sono i momenti in cui un ristoratore ha le mani libere.
Poco più di una su due si muove
Va detto anche il resto, perché il quadro sia onesto: su quelle 129.508 candidature, poco più della metà ha avuto almeno un passo avanti. Le altre si sono fermate.
Fermarsi non vuol dire che il tuo profilo non valeva. Le ragioni più frequenti sono banali e non parlano di te:
la posizione si è chiusa perché il locale aveva già trovato la persona
la distanza, che nella ristorazione pesa più che altrove: turni spezzati e chiusure a mezzanotte rendono improponibile un’ora di viaggio
la disponibilità oraria che non combacia, soprattutto sui weekend e sulle stagioni
l’esperienza specifica richiesta dal locale, che a volte è molto più stretta di quanto l’annuncio lasci intendere
Su tre di queste quattro cose puoi lavorare la prossima volta. Sulla prima no, ed è quella che capita più spesso.
E poi c’è la ragione più banale di tutte, quella che nessuno mette nelle guide. Un titolare che riceve dieci candidature ne apre cinque, e di quelle cinque ne chiama una sola: quella che gli serve adesso. Gli altri quattro profili non erano sbagliati, erano semplicemente arrivati insieme a uno che quel giorno andava meglio. Poi il turno viene coperto, la fretta passa, e quelle quattro persone restano lì senza sapere niente.
È il difetto strutturale di come si assume nella ristorazione, e non ha molto a che vedere con te.
Cosa fare nei giorni di silenzio
Non riscrivere il curriculum al terzo giorno, arricchisci il profilo. L’attesa spinge a rifare tutto da capo per fare qualcosa, e chi riscrive di fretta quasi sempre peggiora. Quello che invece rende è mettersi lì con calma e completare il profilo: gli anni veri in ogni locale, i coperti che facevate, se era stagionale o tutto l’anno, la cucina, le lingue, la disponibilità agli orari e agli spostamenti.
Non è un esercizio di bella copia. È il materiale su cui il tuo profilo viene letto e proposto ai locali: se dentro c’è solo "cameriere, 3 anni", il tuo mestiere lo stai raccontando a metà, e la parte che manca è quasi sempre quella che ti avrebbe fatto scegliere.
Candidati ad altro, subito. La regola vale in tutti i settori ma nella ristorazione ancora di più, perché i tempi sono corti: mentre aspetti una risposta, altri tre annunci si aprono e si chiudono. Aspettare un locale solo significa perdere le finestre degli altri.
Tieni il telefono raggiungibile e la segreteria libera. Sembra un consiglio da nonna, e invece è il motivo per cui alcune selezioni si fermano davvero. Un ristoratore che deve coprire un turno prova a chiamare una volta, forse due. Se non ti trova, passa al prossimo. Se vedi una chiamata persa da un numero fisso, richiama: nella maggior parte dei casi è un locale.
Se hai un contatto diretto, dopo una settimana puoi farti sentire una volta sola. Vale quando ti sei proposto di persona, per mail o al telefono: un messaggio corto che ricorda chi sei e per quale posizione, fra il settimo e il decimo giorno, non è insistenza.
Quando invece ti candidi tramite una piattaforma, il numero del locale non ce l’hai, e non è una dimenticanza: serve a proteggere te quanto loro, perché il contatto diretto in mano a chiunque si candida diventa in fretta un problema per tutti e due. In quel caso sollecitare non è fra le cose che puoi fare, e l’energia conviene spostarla sulle due qui sopra, cioè profilo completo e altre candidature.
Chiedi un riscontro quando ricevi un no. Poche persone lo fanno e quasi tutti i ristoratori, se glielo chiedi con garbo, ti dicono la verità. È l’unica informazione che ti fa migliorare per la prossima volta, e ti costa un messaggio.
Il silenzio non è sempre un no, ma di solito lo è
C’è una cosa che vale la pena dire chiaramente, perché nessuno la dice: nella ristorazione il no quasi mai viene comunicato. Non per cattiveria. Un titolare che gestisce venti persone, i fornitori, i turni e la sala, alla ventesima candidatura non ha il tempo di scrivere venti messaggi.
È un difetto del settore e ci stiamo lavorando, perché una persona che si è fatta avanti merita una risposta anche quando è negativa. Nel frattempo conviene saperlo, e leggere il silenzio per quello che è quasi sempre: una risposta già data, che ti libera per la prossima.
Il tempo che passi ad aspettare una candidatura ferma è tempo tolto a quella che si muoverebbe.
Domande frequenti
Dopo quanti giorni posso considerare chiusa una candidatura? Dopo due settimane senza nessun movimento. Sui nostri dati il 98% dei passi avanti avviene entro 14 giorni, quindi oltre quella soglia le probabilità sono molto basse. Non serve cancellarla: serve smettere di aspettarla e guardare avanti.
Sollecitare fa una brutta impressione? Se hai un contatto diretto no: un messaggio dopo una settimana, corto e cortese, in un settore dove tutti sono di corsa a volte è proprio quello che riporta il tuo nome in cima. Quello che fa una brutta impressione è il terzo messaggio in quattro giorni. Se invece ti sei candidato tramite una piattaforma non hai il recapito del locale, quindi la domanda non si pone e conviene mettere quell’energia sul profilo e sulle altre candidature.
Se nessuno mi scrive vuol dire che non mi hanno nemmeno guardato? Quasi sempre è il contrario. Sui nostri dati il primo passo avanti arriva in media dopo due ore e mezza, e quel passo è la lettura del tuo profilo da parte del locale. Il problema del settore non è che i profili non vengono letti: è che a chi non viene scelto non lo dice quasi nessuno.
Perché alcune candidature non ricevono mai una risposta? Perché nella ristorazione la comunicazione del no non è ancora un’abitudine, e perché spesso la posizione si chiude prima che qualcuno abbia il tempo di rispondere a tutti. Non dipende dal tuo profilo, e in ogni caso non è un giudizio su di te che devi portarti dietro alla prossima candidatura.
Conviene candidarsi a più annunci nello stesso momento? Sì, ed è la cosa più utile che puoi fare mentre aspetti. Le posizioni nella ristorazione si aprono e si chiudono nel giro di pochi giorni: puntare tutto su un locale solo significa restare fermo mentre le altre finestre si chiudono.
I tempi sono gli stessi per il lavoro stagionale? Sono anche più corti. Nelle settimane che precedono l’apertura di una stagione i ristoratori decidono in giornata, perché hanno una data di apertura fissa e i turni da coprire. In quel periodo la reattività conta quanto il curriculum.
I dati citati vengono dalle candidature inviate tramite Restworld negli ultimi sei mesi (129.508 candidature verso ristoranti italiani). I tempi sono mediane: metà delle candidature si muove prima, metà dopo.
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