Opinione

Legge della Lega "RISTORANTE is the new RIFORMATORIO"

Marco Natali
di Marco NataliFondatore OCCCA
3 min di lettura
Legge della Lega "RISTORANTE is the new RIFORMATORIO"

La Legge presentata dalla Lega.

Il 12 Giugno 14 deputati hanno presentato una proposta di legge ordinaria (primo firmatario Andrea DARA) assegnata alla XI Commissione Lavoro. Nella seguente che potete trovare qui - proposta di legge -si evidenzia "uno scenario sempre più preoccupante nei periodi estivi, dove spesso molti minori non possono accedere a strutture di socializzazione, per assenza delle stesse o per motivi economici familiari, e si ritrovano a praticare comportamenti e consumi sbagliati e dannosi".

A tale scopo la legge "vuol consentire, in via transitoria, ai più giovani di lavorare anche in settori diversi da quelli in cui già è consentito, come, ad esempio, i bar, i ristoranti, gli alberghi o gli stabilimenti balneari, con l'obiettivo di creare in queste opportunità una valida alternativa alla sempre più frequente solitudine o socialità negativa, in particolare nel periodo estivo".

Un voucher come paghetta.

Il rapporto di lavoro e relativi pagamenti che si andrebbero a stipulare tra datore di lavoro e giovane dipendente si avvarrebbe dell' "utilizzo del sistema dei «buoni lavoro»" ovvero, i voucher, che sono tornati nonostante fosse stato segnalato come invece di ridurre il lavoro nero lo avessero quasi formalizzato.
L''attuale Governo ha pensato bene di adottarli come modalità di pagamento di minorenni che dovrebbero lavorare nei periodi di vacanza (che coincidono con quelli di vacanza nelle scuole).

Ma chi è che durante le vacanze scolastiche vuole lavorare piuttosto che divertirsi e stare con famigliari e amici? Di sicuro chi non può permetterselo (economicamente).

Un asset economico ignorato.

E' una visione politica che vuole relegare i ragazzi da baby gang a lavori estivi da 9 euro netti l'ora "segnati" (senza ferie/tfr/malattie retribuite) in ristoranti e stabilimenti della costa italica e che continua a percepire la stessa ristorazione a lavoro degli "ultimi", nel senso più classista del termine.
Anche volendo soprassedere su queste considerazioni e sulle implicazioni sociali di un welfare totalmente sbagliato a cui questa legge si appella, c'è un altro aspetto, molto più cinico e calcolatore che ritengo sia comunque primario e che dovrebbe far riflettere tutti, deputati in primis chiaramente.

Il settore turistico e quello dell'ospitalità è un asset economico già ora importante nel nostro paese, nonostante la bassa considerazione e attenzione che vi si porge.
Possibile che non si capisca quanta importanza gli sarebbe dovuta?
Possibile che nessuno riesca a capire quanto sia necessario puntare sul valore umano, unico vero ago della bilancia di questo settore?
E invece ci ritroviamo ad essere i baby sitter estivi di "ragazzi sfortunati" nel migliore dei casi, o considerando ciò che riporta la stessa legge, rifugio di baby gang da reinserire così nella società previo piccolo compenso detto anche "buono lavoro".

Con 1,4 milioni di dipendenti (anno 2023 - dati FIPE) e un quinto posto nella classifica delle nazioni più visitate al mondo (prima di noi solo la Francia e sotto Cina, Usa, Spagna), il comparto ristorativo produce 54 miliardi di PIL (anno 2023 - dati FIPE) e con il Turismo altrettanti 20 mld. Tutto questo senza un vero supporto istituzionale e politico che creda al nostro settore come ad un asset strategico nazionale.

Il problema non è di certo far lavorare giovani adolescenti e investire tempo e risorse a renderli brave persone prima ancora che bravi portapiatti o aiutocuochi. Chi pensa che questa legge si possa rivelare un'occasione per sfruttare giovani ragazzi o è un pessimo imprenditore o non conosce il valore che ha la risorsa umana nel nostro settore.

Il problema è come continuamente, ad ogni occasione che si presenti, questo paese dimostra di non aver compreso il tesoro su cui è seduto.
Come mi disse tanti anni fa una ristoratrice - "I ristoranti italiani guadagnano in tutto il mondo, tranne che in Italia".
Forse dovremmo iniziare a rendere redditizia l'ospitalità anche nel nostro paese, cominciando dal dare il giusto valore a chi ci lavora.

L'autore

Marco Natali

Marco Natali

Fondatore OCCCA

La mia prima esperienza in sala risale al 2001. Sono passati più di 20 anni in cui ho lavorato in diverse tipologie di locali, regioni, con diversi ruoli, formandomi con corsi da privato per migliorare tecnica e conoscenze. Quello che però ritengo essere il valore maggiore acquisito in questi anni è aver avuto la fortuna di lavorare in bar e ristoranti che funzionavano sul serio. Dal cliente al dipendente, fino all'azienda stessa che a fine anno maturava utili. Sono convinto che quella sia la skill principale, perché se non hai un metro di paragone di come le cose andrebbero fatte in questo settore, andrai sempre a tentativi senza nemmeno sapere se quello che stai facendo è giusto o sbagliato, finché non chiudi un ciclo per fare le dovute valutazioni. Non credo esista solo un modo di lavorare bene, ma sicuramente ne esistono di infiniti per lavorare male. Saper distinguere quale dei due scegliere è già buona parte del successo in questo lavoro.

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