Il vantaggio di lavorare la sera e nei weekend
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Se le persone escono a cena il sabato sera, qualcuno dovrà pur ospitarle. Se vanno in vacanza ad agosto, qualcuno dovrà pur fornire loro un'esperienza. Quel qualcuno non sta facendo un sacrificio. Sta facendo un mestiere che ha i suoi orari, come il medico di guardia, come il pilota, come il commesso del turno di apertura.
Eppure, se provate a dire in pubblico che lavorare la sera ha dei lati positivi, vi guardano come se steste giustificando lo sfruttamento. Non lo sto facendo. Lo sfruttamento esiste, lo denunciamo ogni settimana, e la Spagna, a maggio 2026, ha messo un punto fermo: il Tribunale Supremo ha stabilito che il riposo giornaliero e quello settimanale sono due diritti separati, non accorpabili. La Corte di Giustizia UE aveva già detto la stessa cosa nel 2023. L'Italia, per ora, fa finta di non sentire.
Quello che sto dicendo è un'altra cosa: quando un locale ha turni organizzati, riposi settimanali garantiti, straordinari pagati e orari comunicati con anticipo, il lavoro serale e nel weekend porta con sé una serie di vantaggi che chi lavora in ufficio non avrà mai. E nessuno li racconta, perché nel dibattito pubblico sulla ristorazione c'è spazio solo per le lamentele.
Proviamo a guardare dall'altra parte.
Il sole di giorno
Quando lavoravo a Edimburgo, facevo il turno serale. La mattina me ne andavo al parco con la chitarra. Pranzi fuori con gli amici, quasi tutti colleghi di altri locali. Quando arrivava una giornata di sole (a Edimburgo sono un evento), me la godevo tutta, non un'ora di pausa rubata tra due call.
Poi ho fatto una stagione a Terracina. Tre mesi e mezzo. Andavo al mare tutti i giorni. Non il sabato. Tutti i giorni. Certo, serve vivere vicino alla costa, ma se lavori in ristorazione d'estate, di lavoro ce n'è per tutti su qualsiasi costiera d'Italia.
Intanto, chi lavora in ufficio dalle 9 alle 18 sogna lo smart working per “lavorare dal mare”. Diciamoci la verità: lavorare col portatile in spiaggia è scomodissimo. Lo schermo non si vede, la sabbia entra nella tastiera, e stai comunque lavorando. Chi lavora la sera in ristorazione, al mare ci va per davvero. Senza portatile, senza call, senza sensi di colpa.
L'economia della serata
Questa è una cosa che chi non ha mai lavorato in ristorazione non sa.
Se esci il venerdì sera, vai a cena fuori, prendi qualcosa da bere, e arrivi a mezzanotte per la serata vera, hai già speso 40, 50, 60 euro. E la serata non è ancora iniziata.
Se lavori in ristorazione, hai mangiato al locale. Hai bevuto qualcosa a fine turno, se il locale lo prevede. Esci, vai direttamente a divertirti. La tua serata è costata la metà rispetto a quella di chiunque altro.
Poi c'è il cibo. Non sto parlando del buono pasto da 7 euro per un panino al bar sotto l'ufficio. In ristorazione assaggi piatti che in un altro contesto pagheresti 25 euro al coperto. E le eccedenze di cucina a fine servizio, le preparazioni avanzate, gli ingredienti freschi che il giorno dopo non sarebbero più al meglio? Si dividono tra il team, si portano a casa. Non si buttano.
La gente è il vero benefit
Viviamo in un'epoca in cui le persone hanno sempre meno amicizie vere. Meno interazioni dal vivo. Meno occasioni di incontrare qualcuno di nuovo al di fuori di uno schermo. Gli eventi dal vivo stanno esplodendo perché la gente ha voglia di esperienze reali: pagano migliaia di euro per viaggi organizzati tipo WeRoad, proprio per conoscere persone nuove.
La ristorazione ti dà tutto questo gratis, ogni giorno.
I colleghi diventano amici. I clienti abituali diventano conoscenze, a volte qualcosa di più. La vita sociale non è qualcosa che devi costruirti dopo il lavoro: è dentro il lavoro. E il lunedì sera, il tuo giorno libero, non sei solo. Le persone che frequenti fanno i tuoi stessi orari.
(Chi lavora in ufficio, a questo punto, probabilmente sta pensando “sì vabbè, ma io ho il weekend”. Giusto. Ma provate a organizzare una cena con sei amici il sabato sera e ditemi quanto ci mettete a trovare una data. Noi ci vediamo il martedì e siamo tutti liberi.)
La musica, gli eventi, l'energia
Il tuo ufficio ha il condizionatore, il neon e il rumore della stampante.
Un ristorante ha la musica. Un cocktail bar ha i live. Un locale eventi ha una serata diversa ogni sera: un DJ, un musicista, un format. Lavori immerso nell'energia della gente che si diverte. Certo, è faticoso. Ma è anche una cosa che pochissimi lavori al mondo possono offrire. E se il lavoro è organizzato e fluido, anche lavorare è un piacere.
Le vacanze in bassa stagione
Lavori ad agosto? Sì. Ma a settembre vai in Grecia con la spiaggia vuota e l'hotel a metà prezzo. A ottobre prendi un volo per Lisbona a 30 euro. Chi lavora in ufficio si contende l'ultimo lettino di Sardegna nel picco di Ferragosto e paga il doppio per la stessa esperienza, ma peggiore.
La carriera veloce
Sous chef a 26 anni. Responsabile di sala a 24. La ristorazione premia chi lavora e si prende responsabilità presto. La curva di crescita è più ripida e più veloce di quasi ogni altro settore. E se ti interessa capire quanto si guadagna oggi nei diversi ruoli, i numeri reali parlano molto più chiaro dei luoghi comuni.
Quello che il mondo del lavoro sta cercando
Secondo il Workmonitor 2025 di Randstad (26.000 lavoratori, 35 Paesi), per la prima volta in ventidue anni l'equilibrio vita-lavoro ha superato lo stipendio come fattore più importante nella scelta di un impiego. L'85% dei lavoratori lo mette al primo posto. E il 37% accetterebbe uno stipendio più basso pur di avere una vita sociale più ricca.
La ristorazione, quando è organizzata, offre esattamente questo: orari diversi da quelli di tutti gli altri, tempo libero in momenti in cui il mondo è vuoto e accessibile, una vita sociale incorporata nel lavoro, una carriera che non ti chiede di aspettare dieci anni per avere responsabilità.
Il punto è che il settore ha tutto per essere attrattivo. Quello che manca, in troppi casi, è l'organizzazione che lo rende sostenibile.
Le regole necessarie
Tutto questo vale a una condizione precisa: che il locale sia organizzato.
Significa turni comunicati con almeno una settimana di anticipo. Significa riposi settimanali garantiti, non “vediamo come va”. Significa straordinari riconosciuti e pagati, non dati per scontati. Significa niente turni spezzati quando si può evitarli.
La Spagna lo ha scritto nero su bianco. La Corte di Giustizia europea lo aveva già stabilito. L'Italia, nel suo CCNL Turismo, ha le regole. Vanno applicate.
Quando queste condizioni ci sono, la ristorazione è uno dei mestieri più ricchi di vita che esistano. Quando non ci sono, nessun tramonto al mare e nessuna serata gratis compensano.
Noi di Restworld vediamo ogni giorno entrambe le realtà: locali dove le persone restano per anni e locali dove se ne vanno dopo un mese. La differenza non è mai il mestiere. È come viene organizzato.
Questo tema è approfondito nel capitolo “Motivare e Trattenere” di Oltre il Menù (Topic Edizioni, 2026), dove si analizzano quattro modelli di turnazione e il loro impatto sulla qualità della vita del team.
L'autore
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Luca Lotterio
CEO e co-founder Restworld · Autore di Oltre il Menù
Founder e CEO di Restworld, piattaforma HR tech che connette oltre 200.000 professionisti HoReCa con ristoranti, hotel e gruppi internazionali. Restworld è nata nel 2020 da un'esperienza vissuta sul campo: per pagarmi gli studi in psicologia del lavoro facevo il cameriere. È lì che ho visto quanto questo settore fosse in ritardo su tutto e quanto meritasse strumenti migliori. Oggi aiutiamo più di 1.000 aziende a selezionare e gestire i propri talenti ogni giorno. Automatizziamo la selezione, tracciamo i dati, miglioriamo la retention. Sempre con l'AI al servizio delle persone, non al posto loro. Il nostro obiettivo non è sostituire il lavoro umano. È potenziarlo. Renderlo più chiaro, più dignitoso, più efficace. Nel 2026 ho pubblicato "Oltre il Menù" (Topic Edizioni, prefazione di Ferran Adrià), un manuale di HR Management per la ristorazione scritto con Matteo Telaro.
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