Opinione

Ha senso che un cameriere festeggi il primo maggio?

Marco Natali
di Marco NataliFondatore OCCCA
2 min di lettura
Ha senso che un cameriere festeggi il primo maggio?

Ci ho riflettuto, sul fatto che mentre per tantissimi concittadini il primo Maggio è un giorno in cui non si lavora, si sta con i propri cari e si scende in piazza a festeggiare i diritti acquisiti, quelli della ristorazione debbano invece lavorare.
Tutto sommato lo trovo giusto.
Non vedo anzi per quale motivo i lavoratori del nostro settore dovrebbero festeggiare.

Un cameriere, un cuoco, pizzaiolo, barman, barista o lavapiatti del nostro settore viene normalmente pagato di più nei giorni festivi e orari notturni?

Esiste un'effettiva crescita professionale nel nostro settore o dopo 20 anni che sei cameriere è possibile che tu sia ancora inquadrato con il quinto livello?

Esiste un pagamento minimo orario rispettato?

Di norma un full time del nostro settore è stabilito entro le 40 ore o eccezionalmente 48?

Nella ristorazione capita, magari raramente, magari non a voi, ma a molti vostri colleghi di raggiungere le 50, 60, perfino 80 ore settimanali?

E giusto per non dilungare troppo, è così raro che si venga assunti con contratti irregolari o parzialmente regolari o questa è quasi la norma mentre l'eccezione è l'assunzione in piena regola secondo CCNL?

Ultima postilla, i nostri CCNL adempiono alle necessità che hanno ENTRAMBE le parti?

Se avete risposto "NO" alla maggior parte di queste domande, capite bene che non è una provocazione l'affermazione iniziale.
Voi non siete dei lavoratori.

E a voler essere più tranchant, potremmo dire che siete una servitù che sta provando a diventare all'alba del terzo millennio, una categoria di lavoratori.
Ma non lo siete ancora.
Non ufficialmente.

Addirittura per molti di voi l'affermazione del proprio status lavorativo spesso è visto come una risposta momentanea alla domanda - "Che lavoro fai?" - perché, per esempio, il cameriere si fa per un periodo della propria vita.
Poi bisognerà cercare un lavoro vero.

"Non puoi fare il cameriere tutta la vita"
"Pensi che a 50 anni sarai ancora dietro il bancone a shakerare?"
"Se non ti fai seguire da qualcuno, un fisioterapista o un medico, non puoi stare dietro i fornelli per sempre. Le ginocchia ..."

Quindi a pensarci bene, forse non c'è nulla di cui lamentarsi se il primo maggio siete quelli che lavorano sempre mentre gli altri festeggiano i loro diritti.

Che avreste da festeggiare voi in effetti?
Il primo maggio è la festa dei lavoratori e voi non lo siete.

OK, ok, la provocazione è terminata.
Però se come me credi che tutto questo sia sbagliato e pensi che tutti i lavoratori della ristorazione dovrebbero godere della stessa considerazione e diritti degli altri, forse bisognerebbe iniziare a ragionare come se davvero lo foste, partecipando ad iniziative che vi riguardano.

L'8 e 9 Giugno ci sarà un referendum che riguarderà il mondo del lavoro su ben 4 argomenti su 5 (anche se come spiegato in questo articolo - 8 e 9 Giugno - REFERENDUM per i LAVORATORI. E noi della ristorazione? - tutti e 5 riguardano la ristorazione.

Facciamo il primo passo?

L'autore

Marco Natali

Marco Natali

Fondatore OCCCA

La mia prima esperienza in sala risale al 2001. Sono passati più di 20 anni in cui ho lavorato in diverse tipologie di locali, regioni, con diversi ruoli, formandomi con corsi da privato per migliorare tecnica e conoscenze. Quello che però ritengo essere il valore maggiore acquisito in questi anni è aver avuto la fortuna di lavorare in bar e ristoranti che funzionavano sul serio. Dal cliente al dipendente, fino all'azienda stessa che a fine anno maturava utili. Sono convinto che quella sia la skill principale, perché se non hai un metro di paragone di come le cose andrebbero fatte in questo settore, andrai sempre a tentativi senza nemmeno sapere se quello che stai facendo è giusto o sbagliato, finché non chiudi un ciclo per fare le dovute valutazioni. Non credo esista solo un modo di lavorare bene, ma sicuramente ne esistono di infiniti per lavorare male. Saper distinguere quale dei due scegliere è già buona parte del successo in questo lavoro.

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