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Trenta curriculum e nessuno giusto: dove si rompe la ricerca

Team Restworld
di Team RestworldRedazione interna
5 min di lettura
Titolare di ristorante sui 45 anni in un'osteria luminosa che sfoglia una pila di curriculum con aria poco convinta, fotografia documentaria in bianco e nero con accenti viola e fluo, sul perché è difficile trovare il candidato giusto

Li hai davanti adesso: trenta curriculum, tra quelli lasciati al bancone e quelli piovuti per email. Li sfogli, e la sensazione è sempre quella. Uno non ha mai fatto sala, uno abita dall’altra parte della città, uno ha scritto due righe e allegato una foto delle vacanze. Nessuno sembra quello giusto. E intanto sabato si avvicina.

Ti viene da pensare che non ci sia più nessuno che voglia lavorare. Ma la verità è un’altra, più utile: la ricerca si rompe quasi sempre negli stessi tre punti. Vediamoli, perché una volta che sai dove si rompe, sai anche dove aggiustarla.

L’annuncio chiama le persone sbagliate

Il primo punto è l’annuncio. Oggi candidarsi costa trenta secondi: un pulsante, e via. Comodo per chi cerca, meno per te, perché quasi due persone su tre si candidano anche a un posto per cui non sono adatte. E se l’annuncio è vago, non dice l’orario, non dice la paga, chi legge tira a indovinare e si candida lo stesso, tanto non costa niente. Il risultato è la pila che hai davanti: tanta quantità, poco segnale.

Un annuncio scritto bene fa già metà della scrematura: dice chiaro cosa cerchi e cosa offri, a partire dalla paga (se non sai da che cifra partire, c’è il calcolatore). E non è un dettaglio da poco: guardando cinquecento annunci che non funzionavano, i buchi erano quasi sempre gli stessi, paga assente e richieste vaghe in cima alla lista.

Poi tocca a te, da solo e di fretta

Il secondo punto sei tu. Ti tocca leggere trenta, quaranta CV da solo, tra un servizio e l’altro, senza nessuno che li abbia guardati prima. E qui succede una cosa umana: dopo i primi cinquanta profili la testa si stanca, e lo stesso curriculum che il lunedì mattina avresti chiamato, il venerdì alle sei lo scarti senza accorgertene. Capita a chiunque, dopo abbastanza curriculum. E nel mucchio, ogni tanto, il profilo buono ti scivola via.

E quando chiami, spariscono

Il terzo punto è il tempo. Le persone valide non aspettano te: mandano cinque candidature e vanno con la prima che risponde. Se richiami dopo tre giorni, perché eri in servizio, la persona giusta l’ha già presa qualcun altro. Non c’è cattiveria dietro, funziona così adesso. Chi risponde in giornata riempie i colloqui; chi risponde tardi si ritrova le sedie vuote e dà la colpa a chi non si presenta.

Dove si aggiusta: un filtro prima di te

I tre punti hanno una cosa in comune: tra la pila di curriculum e te manca un filtro. Qualcuno, o qualcosa, che legga tutto, faccia due domande alle persone e ti passi solo quelle che c’entrano davvero con quello che cerchi.

È quello che fa Restworld. Metti l’annuncio, e da lì la piattaforma legge tutte le candidature, in media più di cinquanta a ricerca, sente le persone una a una e le mette a confronto con il tuo turno. Tu il mucchio non lo apri più: ti arriva una rosa di profili adatti, in media cinque, spesso tre. E non è un colpo di fortuna: più della metà delle ricerche arriva a una rosa piena di tre nomi in linea con quello che cerchi, e più di otto su dieci ne portano almeno uno.

E arriva in fretta, di solito in meno di 36 ore. Così anche il problema del tempo si sistema da sé: rispondi subito, e le persone valide non fanno in tempo ad andarsene da un’altra parte.

Domande frequenti

Perché ricevo tante candidature ma nessuna adatta? Di solito per due motivi insieme: candidarsi oggi è facilissimo, così si candidano anche persone fuori target, e se l’annuncio non dice bene orario e paga chi legge tira a indovinare. Un annuncio più chiaro e una scrematura prima di te riducono il rumore e lasciano i profili giusti.

Come faccio a filtrare i candidati senza perderci ore? Serve qualcuno che legga e senta le persone prima che le candidature arrivino sul tuo tavolo. Su Restworld lo fa la piattaforma: tu ricevi già una rosa di profili adatti, in media cinque, spesso tre, invece di trenta CV da spulciare.

Quanti candidati adatti arrivano davvero? In media una rosa di cinque profili, spesso tre. Più della metà delle ricerche arriva a una rosa piena di tre nomi in linea con quello che cerchi, e più di otto su dieci ne portano almeno uno.

Perché i candidati non si presentano ai colloqui? Spesso è una questione di tempo: chi cerca lavoro si muove in fretta e va con chi risponde per primo. Rispondere in giornata cambia le presenze ai colloqui più di qualsiasi altra cosa. È più un problema di processo che di persone.

La parte che conta è scegliere

Alla fine non ti serve una pila di curriculum più alta. Trenta CV a caso non ti danno tre nomi giusti. Ti serve che qualcuno faccia la scrematura al posto tuo e ti lasci la parte per cui sei bravo: guardare le persone in faccia e scegliere.

La prossima volta che apri una ricerca, provalo. La pila, stavolta, lasciala a noi.

Fonti

  • LinkedIn, dati 2025 sulle candidature (quota di chi si candida anche a ruoli per cui non è qualificato)

  • SHRM, volumi di candidature per posizione e tempi di selezione

  • The Interview Guys, Ghosting Index 2025; QSR Magazine (il ghosting nella ristorazione come problema di processo)

  • Dati interni Restworld sulle ricerche pubblicate nel 2026 (candidature, rosa media, quota di ricerche che raggiunge tre profili adatti)

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