Quando spetta (e quando no)
La NASpI spetta a chi perde il lavoro involontariamente. Per chi lavora nella ristorazione i casi tipici sono:
- Fine del contratto a termine o stagionale non rinnovato: è il caso più comune nell'HoReCa, e dà diritto alla NASpI
- Licenziamento, di qualsiasi tipo (anche disciplinare)
- Dimissioni per giusta causa: mancato pagamento dello stipendio, molestie sul lavoro, demansionamento, mobbing, trasferimento senza vere ragioni organizzative, comportamento ingiurioso del superiore (Circolare INPS 163/2003)
- Dimissioni durante la maternità e risoluzione consensuale in sede protetta
Le dimissioni volontarie ordinarie, invece, non danno diritto alla NASpI.
Il requisito contributivo è uno solo: almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione negli ultimi 4 anni. Il vecchio requisito delle "30 giornate lavorate negli ultimi 12 mesi" è stato abolito (D.L. 146/2021): se leggi articoli che lo citano ancora, sono vecchi.
E ricorda: il lavoro in nero non versa contributi, quindi non costruisce settimane utili. Ogni mese in nero è un mese che non esiste per la tua NASpI.
Quanto prendi
L'importo parte dalla tua retribuzione media degli ultimi 4 anni: si prende l'imponibile previdenziale del quadriennio, si divide per le settimane di contributi e si moltiplica per 4,33 (le settimane medie in un mese).
Per il 2026 il calcolo funziona così:
- Se la tua retribuzione media mensile è fino a 1.456,72 euro: prendi il 75%
- Se è sopra: prendi il 75% della soglia (1.092,54 euro) più il 25% della parte eccedente
- In ogni caso, mai più del massimale di 1.584,70 euro lordi al mese
Esempio: con una retribuzione media di 2.000 euro prendi 1.092,54 + il 25% di 543,28 = 1.228,36 euro lordi al mese.
Due cose da sapere:
- Décalage: dal 6° mese di NASpI (dall'8° se hai più di 55 anni) l'importo si riduce del 3% ogni mese.
- Vitto e alloggio contano: se nella tua busta paga c'erano i valori di vitto e alloggio, fanno parte dell'imponibile e alzano la tua NASpI. Per gli stagionali con alloggio è una differenza vera.
Quanto dura
La NASpI dura la metà delle settimane di contributi degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi.
| Contributi negli ultimi 4 anni | Durata NASpI |
|---|---|
| 13 settimane (minimo) | ~1,5 mesi |
| 6 mesi di lavoro | 3 mesi |
| 1 anno di lavoro | 6 mesi |
| 2 anni di lavoro | 12 mesi |
| 4 anni pieni | 24 mesi (massimo) |
La regola che frega gli stagionali è la neutralizzazione: le settimane già usate per una NASpI precedente non contano una seconda volta. Se prendi la NASpI ogni inverno, ogni nuova domanda si calcola solo sulle settimane lavorate dopo l'ultima: una stagione di 6 mesi vale circa 3 mesi di NASpI, ogni anno.
E se lavori a chiamata, conta solo quello che lavori davvero: i periodi di non lavoro tra una chiamata e l'altra non sono utili né per le 13 settimane di accesso né per durata e importo (Circolare INPS 194/2015). Dieci serate spalmate su sei mesi non valgono sei mesi di contributi.
Come richiederla
La sequenza, nell'ordine:
- Domanda all'INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto: online con SPID dal sito INPS, oppure tramite patronato (gratuito). Oltre i 68 giorni perdi il diritto. Solo in alcuni casi particolari (maternità, malattia, licenziamento impugnato) il conteggio parte più tardi: se sei in una di queste situazioni, verifica con un patronato.
- La domanda vale anche come DID (dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro).
- Quando la domanda è accolta, l'INPS ti iscrive in automatico a SIISL, la piattaforma del Ministero del Lavoro per chi cerca lavoro: ricevi un SMS o una email. Entro 15 giorni entra su SIISL con SPID, controlla i tuoi contatti, compila il CV e firma il Patto di attivazione digitale. Si fa tutto online, anche dal telefono.
- Dopo questo passaggio ti contatta il Centro per l'Impiego per il patto di servizio personalizzato e il percorso di ricerca del lavoro.
- La NASpI decorre dall'8° giorno dopo la fine del contratto se fai domanda entro 8 giorni; altrimenti dal giorno dopo la domanda. Esempio: fai domanda il giorno 20? La NASpI parte dal giorno 21, e i giorni dall'8° al 20° sono persi.
Dopo l'avvio scatta la condizionalità: se rifiuti un'offerta di lavoro congrua o non partecipi alle attività del Centro per l'Impiego, l'assegno viene ridotto fino alla decadenza totale. Se invece sei in ritardo solo con i passaggi su SIISL non perdi subito nulla: ricevi un sollecito. Ma non rimandare.
Il timing per gli stagionali: la stagione finisce a settembre-ottobre, i 68 giorni volano. Fai domanda subito, idealmente entro gli 8 giorni: ogni giorno di ritardo oltre quella finestra è un giorno di indennità perso.
NASpI e lavoro insieme
Si può lavorare mentre si prende la NASpI, ma le regole cambiano in base a contratto e reddito (art. 9, D.Lgs. 22/2015):
| Situazione | Cosa succede alla NASpI |
|---|---|
| Nuovo contratto subordinato, reddito annuo fino a 8.500 € | La tieni, ridotta dell'80% del reddito previsto, se comunichi all'INPS entro 30 giorni |
| Contratto fino a 6 mesi, reddito sopra 8.500 € | Sospesa d'ufficio: riparte da dove era rimasta a fine contratto |
| Contratto oltre 6 mesi, reddito sopra 8.500 € | Decade |
| Lavoro autonomo / partita IVA, reddito fino a 5.500 € | La tieni, ridotta, con comunicazione entro 30 giorni |
Per gli extra e i contratti brevi tipici della ristorazione la sospensione è la norma: finito il contratto, la NASpI riprende da sola.
Se lavori a chiamata (intermittente), dipende dal tuo contratto:
- Senza obbligo di risposta (puoi rifiutare la chiamata): la NASpI viene sospesa solo nelle giornate effettivamente lavorate e continua a spettarti nei periodi tra una chiamata e l'altra. Devi comunque comunicare all'INPS il reddito previsto entro 30 giorni dalla ripresa dell'attività.
- Con obbligo di risposta e indennità di disponibilità: il rapporto è sempre "attivo", quindi la NASpI ti spetta solo se il reddito annuo previsto resta sotto gli 8.500 euro (ridotta, con comunicazione NASpI-Com).
Anticipata, pensione e fonti
NASpI anticipata. Se apri una partita IVA o una ditta individuale puoi chiedere in anticipo le mensilità che ti restano. Dal 2026 l'erogazione è in due rate: il 70% subito e il 30% alla fine del periodo teorico, comunque entro 6 mesi dalla domanda (Legge di Bilancio 2026, comma 176; messaggio INPS 1215/2026). La seconda rata arriva solo se nel frattempo non ti sei fatto assumere come dipendente e non sei andato in pensione (l'assegno ordinario di invalidità non conta). Attenzione: se ti fai assumere come dipendente prima della fine del periodo coperto, restituisci tutto, non solo l'ultima rata (unica eccezione: la cooperativa di cui hai sottoscritto quote).
Pensione. I periodi di NASpI sono coperti da contribuzione figurativa (entro un tetto di 1,4 volte il massimale mensile), quindi contano per l'anzianità contributiva. Una salvaguardia evita che abbassino la media pensionabile.
Fonti di questa guida: D.Lgs. 22/2015 (artt. 3-12), D.L. 146/2021 (abolizione requisito 30 giornate), D.Lgs. 150/2015 (condizionalità), Legge di Bilancio 2025 (regola sulle dimissioni), Legge di Bilancio 2026, comma 176, e messaggio INPS 1215/2026 (anticipata in due rate), Circolari INPS 94/2015, 163/2003 e 194/2015 (lavoro intermittente e settori del turismo), indicazioni operative SIISL (Patto di attivazione digitale). Valori monetari riferiti al 2026. Guida aggiornata a giugno 2026: gli importi (soglia, massimale, minimale) vengono rivalutati ogni anno.